Il ricamo di Isnello

Nelle strade di alcuni quartieri isnellesi, specie nel periodo estivo, è possibile vedere delle donne in sosta davanti alle loro abitazioni mentre si dedicano ad una delle attività artigianali più ricche di storia del piccolo centro madonita: il ricamo. Già agli inizi del secolo scorso, presso il palazzo delle suore passioniste, era attiva una scuola che formava le giovani ragazze alla nobile arte, sostenuta da donna Beatrice Ortolani. I risultati non erano solo accademici, vista la risonanza internazionale e gli sbocchi di mercato che i prodotti di quell’impegno riuscivano a partorire. Ancora oggi si ha forte memoria della pregressa esperienza, ripresa in tempi recenti. L’obiettivo è conquistare nicchie esclusive che garantiscono le meritate gratifiche alle abili autrici dei manufatti, già destinatarie di numerosi riconoscimenti. Le delicate trine, i trasparenti merletti, i preziosi filet e gli straordinari ricami sono come delle “reti d’amore” che legano la madre alla figlia, la sposa allo sposo, il credente al suo Signore, in una cornice di bellezza che incanta gli occhi e fa gioire il cuore. Il loro apporto impreziosisce gli oggetti che li accolgono, siano essi mobili o articoli di uso comune, come borse, cappelli, vestiti ed altro ancora. Nella loro essenza si coglie la sensibilità, la cultura e la sapienza creativa di un popolo che ha sempre dimostrato notevole senso del gusto. L’abilità interpretativa è sublime, come si conviene a una tradizione aulica che nel tempo si è tramandata fra le generazioni. Oggi la sfida è quella di aggiornare la proposta, nel rispetto di un quadro storico importante, del quale andare giustamente fieri. Nei prossimi mesi a Isnello dovrebbe sorgere una galleria espositiva di questi deliziosi lavori.

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