Gibilmanna: un’oasi di pace a Cefalù

Ad alcuni chilometri dal centro abitato di Cefalù si trova, in posizione felice, la località di Gibilmanna, meta di pellegrinaggi senza limiti di passaporto. Nell’area si respira un’atmosfera magica e incantevole, che inebria il cuore dei visitatori, rapiti dal senso di profonda meraviglia che i suggestivi scenari infondono con presa perenne. Quelle colline ricche di vegetazione sono come una culla dove si coglie il senso più profondo dell’essere. Una cornice ideale, che spinge alla riflessione sui valori nobili della vita. A Gibilmanna si riscopre se stessi, in un clima surreale, che allontana le preoccupazioni della convulsa vita cittadina. Il gusto della contemplazione prevale su tutto e trova la sua dimensione più alta quando si raggiunge l’apice del nastro d’asfalto, dove si apre allo sguardo la semplice magnificenza del Santuario. L’edificio religioso si erge al cielo, incastonato come una gemma di spiritualità tra l’azzurro del firmamento e il verde dei colli degradanti, che si aprono al godimento del mare e delle altre bellezze del creato. La sua struttura, nitida e raccolta, inneggia alla fede. Il semplice tessuto espressivo è il suo punto di congiunzione con la natura che lo abbraccia. Quello di Gibilmanna è uno dei Santuari più noti in ambito mariano. Pare che sia nato su impulso di Gregorio Magno, prima della sua nomina a Pontefice. Ridotto in stato di rovina nel IX secolo, venne poi recuperato in epoca Normanna. Oggi questo tempio di fede offre una dimensione di intimità cristiana e di godimento artistico. Gli spazi interni hanno un impianto a croce latina capovolta, per l’innesto lungo le navate delle cappelle della Madonna e del Sacro Cuore. Sull’altare maggiore c’è il dipinto dell’Assunta, di autore ignoto. A sinistra l’Ecce Homo di P. Sebastiano da Gratteri. Di grande interesse l’affresco della Vergine con Bambino e il simulacro in marmo di Maria SS. Regina del Paradiso, dovuto ad Antonio Gagini. Vicino alla statua spicca un fastoso altare in stile barocco del palermitano Baldassare Pampillonia. Sulle pareti delle navate si trovano dei dipinti devozionali. A breve distanza dal Santuario c’è un altro gioiello: il museo dedicato a Fra Giammaria da Tusa, che raccoglie strumenti di lavoro, tele, sculture e paramenti sacri di impagabile valore, dove le trine in filamenti preziosi sanciscono degli schemi grafici di straordinario livello espressivo. A Gibilmanna esiste anche un osservatorio geofisico attrezzato.

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