Isnello, un gioiello incastonato sulle Madonie

Nel cuore delle Madonie, in una bellissima valle a circa 550 metri sul livello del mare, sorge Isnello, un gioiello incastonato fra superbi rilievi che dipingono un quadro denso di poesia. I suggestivi scorci e i magnifici scenari naturali che animano ogni angolo lo fanno somigliare a un presepe. La morfologia del tessuto urbano, i delicati giochi architettonici e l’incanto dei fiori che adornano le vie del centro storico regalano indimenticabili emozioni.

Il 90% del suo territorio si trova all’interno del Parco delle Madonie ed è popolato da rigogliosi boschi secolari ricchi di pini, faggi, frassini, aceri, peri e pomi selvatici, olmi e querce. Una grande risorsa per il luogo sarebbe il turismo, viste le ricchezze che possiede: i resti dell’antico castello, che si trova nella parte più alta della collina; le numerose Chiese, edificate con il contributo dei residenti; le montagne (singolare quella denominata Grotta Grande che sovrasta il paese); le affascinanti grotte (famosa è l’Abisso del Vento); le attività artigianali, tra le quali il rinomato “filet”, un tipo di ricamo su rete eseguito con aghi e modano.

Il nome del paese è originato dal fiume Asinello che vi scorre lateralmente dalla parte occidentale. Esso è il diminuitivo di Asine, o Rocca dell’Asine, voce che secondo alcuni deriva dalla parola siriaca “hassin” che significa fiume freddo, secondo altri deriva dal vocabolo punico “hassinor”, tubo nel quale scorrono le acque, termine che designa la forma dell’alveo del corso d’acqua. Il ritrovamento di numerosi reperti nelle grotte del territorio documentano l’insediamento di popoli preistorici dell’epoca neolitica.

I ruderi del castello testimoniano la presenza dei Bizantini già nell’VIII secolo. Nel secolo successivo i Saraceni conquistarono la Sicilia e Isnello fu nominato Menzil Al-Hamàr, che significa oppidum cum castro, cioè comune con castello. La lunga dominazione saracena lasciò ricordanze di nomi, luoghi, persone e oggetti, infatti diverse località hanno ancora oggi appellativi arabi. In epoca normanna il paese rimase sotto il dominio di Ruggero che, debellati i Musulmani e preso possesso della Sicilia, ristabilì il culto del Cristianesimo.

Durante le dominazioni angioina e aragonese, dal XIII al XV secolo, si alternarono diversi casati: gli Abbate, i Ventimiglia, i Filangeri e i Santacolomba. Isnello fu a lungo feudo di quest’ultima famiglia (fino al XVIII secolo), vicina alle migliori scuole di artisti siciliani. Il sorgere dei numerosi edifici di culto nell’attuale centro urbano mostra la discesa dei Principi dal castello per porre la loro sede nel cosiddetto “Piano della Sala” (oggi Piazza Mazzini), poi spostata al “Piano della Porta” e annessa alla chiesa della Madonna del Rosario.

Fra i tempi sacri spiccano la chiesa Madre, di impianto quattrocentesco, con stucchi di Giuseppe Li Volsi, pregevole coro ligneo del 1616, tabernacolo in marmo del Gagini, quadro della “Deposizione” dello Zoppo di Gangi e statua di San Nicola, patrono del paese; la chiesa di San Michele, edificata tra il 1300 ed il 1400, con soffitto ligneo a cassettoni minuziosamente dipinto nel XVII secolo, quadro dei “Quaranta Martiri” di Russitto (1616 circa) e crocifisso attribuito a Frate Umile da Petralia; la chiesa dell’Annunziata, di origine medievale, che ospita la tela della “Natività” dello Zoppo di Gangi, un pregevole organo a canne di Antonino La Valle (1765) e la statua dell’Arcangelo Gabriele, di scuola Gaginiana.